Partito Italiano delle Classi Medie – Mediaitalia

Un programma a difesa e promozione delle classi medie in Italia

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5 valori per ricominciare

Pubblicato da mediaitalia su 06/02/2008

Chi vuol far parte di Mediaitalia si riconosce nei seguenti 10 valori:

1) Onestà: La legge deve essere rispettata da tutti. Lo Stato deve avere gli strumenti per rassicurare ciascun cittadino che l’altro si comporti secondo le regole stabilite democraticamente. Prevenire e punire fortemente il crimine, a tutti i livelli, dal lavoratore che ruba al datore di lavoro, alla Banca che pratica interessi usurari, dai colletti blu ai colletti bianchi, per strada, negli uffici, nelle famiglie, nelle chiese, nei campi ROM, nelle periferie urbane, nei salotti buoni della finanza: non deve esserci luogo dove siano tollerati valori diversi da quelli tutelati con legge democratica.

2) Solidarietà: A tutti deve essere assicurata una esistenza dignitosa. Tutti i cittadini italiani devono poter contare sulla solidarietà degli altri cittadini (e quindi su un’efficace azione fiscale) su cinque beni primari: sicurezza, casa, cure mediche, istruzione, lavoro. Ciascuno deve avere assicurato un livello dignitoso di tali beni. Lo Stato deve concentrare i propri sforzi nell’assicurare prima questi beni, e poi eventuali altri, se rimangono soldi da spendere. Un esercito e corpi di polizia adeguati. Programmi di edilizia popolare che non creino ghetti. Un casa dignitosa per tutti. Pronti soccorso e ospedali efficienti. Scuole e università all’altezza del loro compito. Un’occupazione che fornisca un reddito sufficiente in relazione agli standard elementari di vita (tenersi in salute, spostarsi, curare gli affetti, ecc.).

3) Libertà: La libertà dell’individuo è la base di una libera società. Le leggi non devono imporre agli individui determinate scelte etiche. Sposarsi o non sposarsi, fare figli o non fare figli, votare o non votare, iscriversi ad un partito o non iscriversi, non possono essere azioni agevolate o contrastate da uno Stato espressione di una società libera.

4) Mercato: L’impresa in concorrenza è un valore per la società. Il ruolo dello Stato deve essere quello di garantire un mercato con regole chiare, facili da rispettare, applicate nei confronti di tutti gli operatori. I prezzi devono essere liberi, tuttavia se gli operatori non sono in concorrenza, lo Stato deve poter limitare gli effetti dannosi sui consumatori delle rendite di monopolio, degli accordi illegali contro la concorrenza, dei “cartelli”. La difesa di un livello minimo del salario deve essere garantita dallo Stato, dando potere ai sindacati, nella misura in cui il mercato non sia realmente libero. Lo Stato deve poter fare l’imprenditore quando un mercato è in condizioni tali da consentire ad un solo privato di agire come se fosse lo Stato.

5) Cultura: La ricchezza di una nazione non ne misura la civiltà. Vivere fino a 85 anni in un mondo di cannibali può essere peggiore di vivere 70 anni in un mondo civile. Lo Stato deve agevolare chi vuole vivere in maniera civile, e scoraggiare chi si comporta come un cannibale. Per fare questo, lo Stato deve essere il primo a comportarsi in maniera civile. Deve esercitare il suo potere tramite la pubblica amministrazione solo quando ciò è necessario per salvaguardare i beni essenziali che devono essere assicurati a ciascun cittadino.

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La parte della società che non si rassegna

Pubblicato da mediaitalia su 30/01/2008

C’è una parte della società italiana che non si rassegna all’immobilismo, al vecchio, al “non si può fare”.

Noi delle classi medie  crediamo che le difficoltà in cui ci dibattiamo ogni giorno sono volute. In molti remano contro di noi, per sfruttare il nostro delicato equilibrio fatto di educazione al risparmio, tendenza alla solidarietà, senso dell’onestà e rispetto delle regole.

Chi rema contro? I furbi. I disonesti. Chi pensa di far soldi sfruttando l’ingenuità o la forza di abitudine di una intera parte della società italiana.

Mediaitalia si rivolge a tutti coloro che, indipendentemente dal reddito che percepiscono, e dal patrimonio che possiedono, si sentono sfruttati da una vera e propria associazione a delinquere che ha preso il potere in Italia, ramificata in esponenti politici, in associazioni di categoria, nei sindacati, tra i lavoratori autonomi e tra i liberi professionisti quanto nel pubblico impiego, tra i piccoli e i grandi imprenditori. Un’associazione che ha come scopo rapinare chi non fa parte dell’associazione: noi.

Persone educate a lavorare, a guardare fiduciosamente alla vita e alle opportunità. Persone per le quali i soldi non sono tutto. Persone che leggono, si informano, e silenziosamente assistono ai cortei, agli scioperi, alle pressioni delle lobbies in Parlamento per varare leggi che spremono sempre gli stessi.

Quando al potere c’è un governo di centro-destra, con la scusa di redistribuire il reddito a chi è asseritamente in grado di farlo fruttare, la classe media viene spolpata dai furbi, lasciati liberi di alzare i prezzi, imporre rendite di posizione, precarizzare i posti di lavoro e le vite delle persone: spolpata dal mercato.

Quando al potere c’è un governo di centro-sinistra, con la scusa di redistribuire il reddito a chi è asseritamente più bisognoso, la classe media viene spolpata dalle tasse, dall’aumento delle tariffe pubbliche, affogata nella burocrazia se vuole emanciparsi e avviare un’attività.

L’attuale centrodestra e centrosinistra, in 15 anni di governo del Paese, non ha reso gli ospedali più vivibili, non ha aumentato il nostro potere di acquisto, non ci ha reso più facile portare i nostri figli all’asilo, non ci ha dato più lavoro. Ci ha dato invece più Berlusconi, più televisione, più Rutelli, più Fassino, più Vespa, più periferie urbane degradate, meno prestigio all’estero, immondizia per le strade, e Dio solo lo sa quanto altro di brutto ancora. 

Chi è stufo di questo gioco al massacro, ha da oggi una nuova casa: Mediaitalia.

Noi non ci rassegniamo a ossequiare e servire, con il nostro lavoro, i privilegi della casta, dell’associazione a delinquere. Pensiamo che occorra fondare un vero e proprio partito, che butti nel cestino le attuali regole del panorama politico (partitini, movimentini, girotondi, fascisti, comunisti, le rose bianche, le rose nel pugno, le rose nel culo …) e inizi veramente a occuparsi della cosa pubblica. Con principi, valori, e regole nuove.

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